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La bellezza delle nostre dita

Sono sempre belle se curate: con curvatura aggraziata, preferibilmente a C, lunghe al punto giusto e, cosa ancor più importante, devono essere sane. Di cosa si sta parlando? Delle proprie unghie! Se non si ha la fortuna di possederle naturalmente come si desiderano ardentemente, le unghie da sogno sono realizzabili, grazie ad una professionale e personalizzata ricostruzione. Quest'ultima si configura come un trattamento adatto proprio a tutte e soprattutto a chi, di struttura, possiede delle unghie deboli  o danneggiate e desidera rinforzarle. Molte donne sono dell'idea che servano solamente per una questione di vanità, ma in verità, un buon intervento sulle proprie unghie, può divenire un ottimo modo anche per proteggerle.

Come si raggiunge il fascino?

Chi bella vuole apparire, almeno un po' deve soffrire: questo detto è stato ripetuto ad infinite donne, ma per quanto riguarda la ricostruzione delle unghie, sono così tante le opinioni sul fastidio o il dolore provato e non, che è impossibile determinare una voce all'unisono. Assodate però sono le  due metodologie impiegate, nei confronti delle quali, c'è chi argomenta degli orientamenti e delle preferenze a favore di una, rispetto all'altra metodologia. Le tecniche maggiormente utilizzate sono l'acrilico e il gel. La prima è di fatto quella più antica, inventata negli anni cinquanta da un dentista: è una polvere, ottima per situazioni problematiche e specifiche, in grado di poter definire una forma ben precisa e di avere una struttura solida. Il gel invece è molto più semplice e facile da limare, specialmente se si è alle prime armi e non si vuol fare brutta figura. Entrambe le tecniche prevedono l'utilizzo di una lampada LED, grazie alla quale si può effettuare l'asciugatura, la quale preannuncia la conclusione della ricostruzione.

Cosa evitare

Esistono numerosi corsi di ricostruzione unghie a Roma, come la scuola estetica bsa, in grado di formare personale competente e professionale, capace inoltre di valutare quali siano i rischi di questa attività. Ciò di cui bisogna infatti fare molta attenzione, sono i promotori di adesione primer, noti anche come binder. Questi sono utilizzati per meglio far aderire il prodotto sull'unghia ma, bisogna sapere, che la struttura dell'unghia è fatta a squame, alla cui base c'è la cheratina, la quale può venire altamente alterata dall'applicazione di certi prodotti. I primer sollecitano l'apertura delle squame e, alla lunga, si può avere un vero e proprio indebolimento dell'unghia, per cui è meglio evitarli, laddove si ha a cuore la salute delle proprie mani.

La pagina “La nostra Azienda” del vostro sito web: una risorsa preziosa

Lo sappiamo, lo sappiamo: leggete dappertutto che il vostro sito web, come tutto il vostro marketing, deve essere orientato al cliente, parlare del cliente, pensare al cliente. E sia chiaro: è assolutamente vero. Ma c’è una pagina, sul vostro sito web, su tutti i siti, che in quest’ottica sta finendo con l’essere sempre più trascurata: quella che solitamente si chiama “La nostra Azienda”, ed è l’unica in cui – pur evidenziando come questo possa portare benefici ai vostri clienti – possiate parlare davvero di voi e del vostro modo di lavorare. Non tralasciatela, non è secondaria! Eccovi 5 consigli per farla funzionare come strumento di vendita:

1. Mostrate un po’ i muscoli

No: riempire la pagina di espressioni altisonanti su quanto la vostra azienda sia “moderna” o “versatile” o “all’avanguardia”, o il sempreverde “leader nel settore” non vi farà vendere un solo pezzo in più. A dirla tutta, vi farà perdere qualche potenziale cliente. Ma quello che invece potete e dovete fare è parlare di quanto siete eccezionali dimostrandolo con fatti precisi! Avete ricevuto premi? Parlatene. Siete comparsi sui giornali, in interviste, su riviste di settore? Mostratele. E soprattutto, avete clienti importanti? Nominateli!

2. Abbiate carattere

Se vi siete convinti che per avere successo ed essere presi sul serio si debba costruire un’immagine asettica e gelida, priva di ogni carattere personale… siamo desolati, ma vi sbagliate. Sarà anche un clichè, ma le persone comprano (non le aziende) e le persone comprano da altre persone, non da facciate prive di ogni umanità. Siate seri, certo, ma umani e cordiali, e evitate le scappatoie della lingua aziendese, piena di giri di parole ed espressioni vaghe e insignificanti.

3. Presentete il personale

Sembra che le aziende si vergognino di mostrare il proprio personale. Ma il vostro personale è la vostra azienda! È con quelle persone che i clienti si interfacceranno, sono loro che produrranno gli articoli in vendita, e se hanno un volto, e non soltanto due righe di biografia sul vostro sito, i clienti creeranno con loro una relazione ben più significativa – a tutto vostro vantaggio!

4. SEO

No, ci dispiace: non è vero che è morta, che è roba vecchia, che è passata di moda. La SEO continua ad essere fondamentale per farvi trovare nel marasma di Internet, e anche se la pagina “La Nostra Azienda” non è tipicamente una pagina di vendita, anch’essa deve essere ottimizzata.

5. Non nascondetevi

Se avete fatto tutto questo lavoro per rendere utile la vostra pagina “La Nostra Azienda”… adesso non potete certo nasconderla! Mettetela bene in vista nel menù di navigazione del sito, e vedrete che i clienti la visiteranno. E i risultati si faranno vedere!

Come ottenere le informazioni giuste dal vostro mercato

Per sapere cosa vuole il mercato da voi e dalla vostra azienda… basta chiederlo, no? Non sembra difficile: basta pensare alle domande giuste, trovare un gruppo di persone statisticamente rappresentativo del mercato, ottenere le risposte e analizzarle per poter migliorare il prodotto, aumentare il livello di servizi, e conquistare nuova clientela…
… non vi convince?
C’è un’ottima ragione: le cose non sono, purtroppo, tanto semplici.

Certo: è vero che è necessario porre le domande corrette, ed è altrettanto vero che le risposte ottenute vanno analizzate obiettivamente. Il fatto è che il problema non sta nelle vostre domande, e meno che mai nella vostra capacità analitica, che nessuno mette in dubbio.
Il problema sta nel fatto che il mercato – anche se è composto dalle persone più gentili, oneste, e adorabili del mondo – è molto semplicemente programmato per mentirvi, e darvi informazioni errate. E non – badate bene – con malizia, o con l’intento di danneggiarvi, ma perchè è un meccanismo innato. Vogliamo capire perchè?

Ripensate a quando andavate a scuola e la maestra faceva una domanda. Nella vostra esperienza, era più premiante dare la risposta VERA o quella GIUSTA? Esatto: la seconda. Siamo costruiti e programmati per dare la risposta che farà piacere a chi ce la pone – anche nelle cose banali – e quindi ad esprimere solo i concetti non controversi, in maniera diplomatica, e cercando di non deludere chi abbiamo davanti. Se questo in società può rendere le conversazioni più piacevoli, quando si è alla ricerca della verità obiettiva è un disastro. E se quindi non potete porre domande dimostrando entusiasmo, perchè avrete risposte falsate in positivo, non potete nemmeno fare il contrario, perchè ne avrete di falsate in negativo.

Pensate che porre le domande a tutto il gruppo insieme possa mediare questa tendenza? Purtroppo no. I gruppi hanno dinamiche interne, e esibiscono una deriva delle opinioni, anche radicale, verso la posizione espressa con maggior forza da una minoranza molto vocale: e questo anche verso opinioni palesemente, dimostrabilmente false. La pressione sociale è fortissima, per gli esseri umani.

Ma allora come risolvere il problema, è legittimo chiedere? La risposta sta nell’elaborare con estrema attenzione le domande, e ricordare sempre perchè si stanno ponendo: non per avere conferme, non per promuoversi, ma per scoprire la verità. È fondamentale che le domande siano neutre, e soprattutto che diano all’intervistato la sensazione che la sola cosa che veramente ci interessa, e ci può far piacere, è ricevere la loro opinione sincera. Domande aperte, prive di giudizio, come “Mi dica di più”, “In quale modo secondo lei questo ha impatto sulla questione?” e “Idealmente, invece, cosa le piacerebbe poter fare con il prodotto?” possono essere più difficili da formulare e da porre, ma sono anche le sole che possono veramente portare le informazioni di cui avete bisogno.

Sistemi di aspirazione polveri: una garanzia per la salute in azienda

Nelle aree di lavoro, all’interno di uno stabilimento industriale, i sistemi di aspirazione polveri sono essenziali per il mantenimento di un livello sicuro della qualità dell’aria. Scopo dell’aspirazione polveri è infatti quello di rimuovere dall’aria particelle di vario calibro e natura, ma tutte potenzialmente tossiche o pericolose; i filtri sono in grado di strapparle al flusso d’aria e di trattenerle per evitare che tornino in circolo. Naturalmente, a seconda del tipo di lavorazione svolto nell’industria stessa, la natura di tali particelle cambierà, e con essa il tipo di filtro richiesto per effettuare una valida aspirazione polveri, così da garantire salute e sicurezza per tutti gli operai.

Il primo passo per la rimozione della polvere è quello di confinarla in qualche modo. A tale scopo, i sistemi di aspirazione polveri utilizzano solitamente delle cappe, che vanno a ricoprire almeno in parte il macchinario responsabile della lavorazione stessa. Qui, la pressione negativa generata da un ventilatore attira il materiale, sottraendolo il prima possibile all’atmosfera e quindi assicurando che non venga immediatamente respirato da chi sta operando sul macchinario stesso o nelle sue immediate vicinanze.

Il sistema di aspirazione polveri continua poi con dei condotti, attraverso i quali si convoglia l’aria aspirata da tutte le cappe, che viene forzata verso il collettore. La natura di quest’ultimo dipende strettamente dal genere di polveri trattate: può essere un semplice filtro, di costruzione elementare, così come un separatore ciclonico capace di strappare all’aria le particelle più grandi e intrappolarle. I metodi possono anche estendersi a pulizie chimiche, o all’uso di precipitatori elettrostatici, nel caso di materiali particolari. Lo stesso vale per il numero di passaggi: se i sistemi più piccoli ne hanno uno solo, in quelli più complessi ci posson anche essere due o più passaggi, in ciascuno dei quali i filtri vanno a purificare ulteriormente l’aria prima che venga rimessa in circolo.

I sistemi di aspirazione polveri sono un essenziale strumento di garanzia per la salute dei lavoratori: le particelle che possono saturare l’atmosfera di un capannone possono essere causa di gravissimi disturbi alle vie respiratorie e non solo, e un’azienda seria – sia per ovvie ragioni di umanità, sia per tutelarsi da possibili cause legali potenzialmente devastanti – non può esimersi dall’implementare tutti i dispositivi necessari ad una completa pulizia dell’aria respirata nelle proprie strutture.