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La crescita di internet

Probabilmente non tutti ne sono a conoscenza, ma internet ha un precursore di grande importanza, che è alla base di quelle che sono le connessioni del mondo di oggi. Questa realtà antecedente era chiamato progetto Arpanet e fu finanziato da un’agenzia per i progetti di ricerca allo stato avanzato. Nel 1963 venne richiesto espressamente a questa azienda il collegamento di tutti i computer e dei sistemi time-sharing, in una dimensione molto più ampia: quella continentale. Si venne realizzare per cui un intervento diretto che portò, nel 1969, alla connessione di quattro punti cruciali sparsi nel nostro pianeta: l’università della California, l’SRI di Standford, Santa Barbara e l’università dello Utah. La super rete che utilizziamo ai giorni nostri, non è altro che il risultato di un’estensione di questa piccola rete primordiale.

Approdando ad internet

Arpanet nel giro di pochissimi anni, fu in grado di allargare i suoi punti oltre l’oceano, parallelamente a quello che fu l’avvento del primo servizio di invio pacchetti a pagamento. L’estensione della rete fu così rapida che, nel 1976, la regina Elisabetta II spedì un’email alla sede del suo governo: fu un evento storico che diede risonanza sociale alla potenza di questo strumento. Ben presto le cose progredirono notevolmente, infatti il CERN di Ginevra realizzò il protocollo http, ovvero un sistema capace di permettere una lettura ipertestuale dei documenti, saltando casualmente da un elemento all’altro mediante l’uso dei rimandi. Con questi progressi, Il CERN rese pubblica la tecnologia alla base del World Wide Web, al fine di farla implementare il più possibile da chiunque volesse. Il successo di internet fu incredibile: La funzionalità offerta e la sua facilità d’utilizzo permisero un cambiamento della società, trasformando non solo il modo di relazionarsi ma soprattutto di lavorare. Questo processo storico ha reso internet oggi il sinonimo della globalizzazione perché, possedere la rete, significa poter sbirciare sulla vetrina del mondo e non rimanere fuori dalla realtà e dal tempo che stiamo vivendo.

Pubblicità in internet

Nel XXI secolo tutti posseggono una connessione Wi-fii dentro la propria casa e se per caso qualcuno non dovesse ancora averla, può procedere con la configurazione del modem fastweb , al fine di essere collegato al resto del mondo attraverso l’uso di alcuni fili e di una “scatoletta” ADSL. Navigando in questo vasto universo, altre alle numerose notizie, informazioni, video, film e quant’altro, possiamo trovare numerosi canali pubblicitari. I vantaggi di questi canali risiedono nella possibilità di effettuare qualsiasi collegamento virtuale one-to-one a costi estremamente competitivi. Purtroppo però se questa pubblicità da un lato è in grado di far girare l’economia del World wide web, dall’altro provoca una forte crescita della pubblicità direttamente sulla posta elettronica degli utenti o una notevole presenza di spam.

Filtrazione acqua: i sistemi industriali

Sebbene molti di noi conoscano i filtri per l’acqua di uso domestico – strati di fibre disposti lungo il percorso dell’acqua, e che possono trattenere i batteri e i contaminanti che vi sono sospesi – nel momento in cui passiamo a parlare di sistemi industriali per la filtrazione acqua cambiamo completamente livello e funzione, dato che parliamo di apparati che devono trattenere rifiuti industriali.

I sistemi di filtrazione industriali, infatti, debbono operare innanzitutto su quantità d’acqua enormemente maggiori: pensiamo a quanta acqua venga giornalmente utilizzata, per fare un esempio, in un’industria alimentare, e quanto sia fondamentale che essa non contenga alcun tipo di sostanza pericolosa o tossica. Nella maggior parte dei casi, i sistemi di filtrazione acqua utilizzati in questo ambito possono essere divisi in sistemi a granuli e sistemi a membrana: mentre i primi sono stati decisamente i più diffusi per molti decenni, i secondi stanno dimostrando eccellenti risultati, e stanno conquistando rapidamente popolarità per la loro superiore efficienza.

Se infatti i sistemi di filtrazione acqua usati genericamente nell’industria possono essere valutati come buoni se riescono ad estrarre e trattenere le particelle di dimensioni superiori ai 5 micron (che sono cinque millesimi di millimetro, non dimentichiamolo: particelle comunque piccolissime), a quelli relativi al settore alimentare si richiede, com’è naturale, un’affidabilità ben superiore, dato che non si tratta più soltanto di garantire l’efficienza di un impianto o evitare danni meccanici o malfunzionamenti, bensì di tutelare la salute di chi mangerà o berrà i prodotti dell’azienda. E se si tratta di garantire una depurazione pressochè totale, i sistemi di filtrazione acqua a membrana sono sicuramente lo strumento perfetto.

Il dato più utile per valutare, come dicevamo, l’efficienza di un sistema di filtrazione acqua è la dimensione minima delle particelle che il filtro è in grado di intercettare e quindi di eliminare dal flusso: facciamo dunque un confronto su questo piano. Se i tradizionali sistemi a granuli (dove i filtri sono costituiti appunto da blocchi di sostanze ridotte in grani, come la sabbia o il carbone attivo, che trattengono nei pori fra un granello e l’altro le sostanze contaminanti) sono in grado di trattenere con affidabilità particelle di dimensioni fino ad un micron (se aiutati dall’iniezione, nell’acqua, di appositi polimeri flocculanti che aggregano le particelle da eliminare), i sistemi di filtrazione acqua a membrane , basati appunto su membrane microporose, sono in grado di intercettare particelle parecchi ordini di grandezza più piccole, soprattutto se dalla microfiltrazione – o dall’ultrafiltrazione, ancora superiore per efficacia – arriviamo alla cosiddetta nanofiltrazione, in grado di trattenere particelle di diametro 0,001 micron: un milionesimo di millimetro.

Una bella garanzia per i nostri cibi e le nostre bevande!