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Nuovo Patto dei sindaci per il clima e l’energia, invito agli enti locali

Nuovo Patto dei sindaci per il clima e l’energia, invito agli enti locali

Con Delibera di Giunta n. 2297 del 27 dicembre 2018 (pdf, 404.8 KB) la Regione Emilia-Romagna ha approvato l’invito, rivolto ai Comuni e alle Unioni di Comuni, a manifestare entro e non oltre il 22 febbraio 2019 l’interesse all’adesione al nuovo Patto dei sindaci (pdf, 547.2 KB), prevedendo il sostegno all’avvio del percorso di definizione dei Piani di azione per l’Energia sostenibile e il Clima – Paesc attraverso un bando di successiva emanazione, le cui caratteristiche e risorse finanziarie saranno definite in base all’esito di questo avviso. L’adesione al nuovo Patto dei sindaci prevede l’impegno a presentare il Paesc per gli enti locali che hanno già aderito al Patto dei sindaci e redatto il Paes con gli obiettivi sottoscritti al 2020; è possibile implementare lo stesso con gli obiettivi al 2030 a partire dal monitoraggio completo (azioni ed emissioni) del Piano, prevedendo la strategia di adattamento come parte integrante del Paesc o sviluppata e integrata in un documento di pianificazione separata (Paes e strategia territoriale di adattamento climatico).

Domande di partecipazione

Con la partecipazione all’invito gli enti locali manifestano l’interesse ad aderire al nuovo Patto dei sindaci e a partecipare al bando regionale di sostegno alla realizzazione del Paesc, approvando in Consiglio comunale o di Unione l’adesione, prima della data di presentazione della domanda di contributo sul futuro bando. La partecipazione al futuro bando regionale comporterà l’impegno ad approvare in Consiglio comunale o di Unione il Paesc entro il 31 dicembre 2020, salvo eventuali proroghe autorizzate dalla Regione e non in contrasto con gli impegni sottoscritti dal firmatario con la Commissione europea. Il bando prevederà un contributo a fondo perduto, a forfait, in base al numero degli abitanti dell’ente partecipante. La domanda di partecipazione all’avviso deve essere presentata mediante posta certificata all’indirizzo e-mail di riferimento entro e non oltre il 22 febbraio 2019.

Il Patto dei sindaci

Il Patto dei sindaci è il più grande movimento internazionale che coinvolge le città in azioni a favore del clima e dell’energia. Il nuovo Patto dei sindaci per il Clima e l’Energia dell’UE riunisce migliaia di governi locali impegnati, su base volontaria, a implementare gli obiettivi comunitari. L’iniziativa è stata lanciata nel 2008 in Europa e ha riscontrato subito una significativa partecipazione, continuando oggi ad attirare nuovi enti locali e regionali anche al di fuori del territorio europeo. Nel 2015 la Commissione europea ha promosso il Patto dei sindaci per il clima e l’energia, in cui mitigazione e adattamento si integrano, assumendo l’obiettivo di riduzione del 40% di gas serra con orizzonte temporale al 2030 e di rafforzamento della resilienza al cambiamento climatico, in linea con gli obiettivi UE, nel Paesc.

Le azioni della Regione

Nel 2017 la Regione Emilia-Romagna ha approvato il Piano Energetico Regionale al 2030 – Per allineato agli obiettivi dell’Unione Europea al 2030, e il relativo Piano triennale di attuazione 2017-2019 (pdf, 5.7 MB), che dedica l’Asse 7 al ruolo degli enti locali e contiene indicazioni significative per le politiche energetiche dei Comuni.
Il 20 dicembre 2018 l’Assemblea legislativa ha approvato la Strategia unitaria di mitigazione e adattamento inserita nella Delibera di Giunta n. 1256 del 30 luglio 2018 (pdf, 2.7 MB), proponendo un documento che pone la Regione in prima linea contro gli effetti del cambiamento climatico, da convertire da problemi in opportunità di sviluppo del territorio.

Fonte:

Nuovo Patto dei sindaci per il clima e l’energia, invito agli enti locali

Nuovo Patto dei sindaci per il clima e l’energia, invito agli enti locali

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Con Delibera di Giunta n. 2297 del 27 dicembre 2018 (pdf, 404.8 KB) la Regione Emilia-Romagna ha approvato l’invito, rivolto ai Comuni e alle Unioni di Comuni, a manifestare entro e non oltre il 22 febbraio 2019 l’interesse all’adesione al nuovo Patto dei sindaci (pdf, 547.2 KB), prevedendo il sostegno all’avvio del percorso di definizione dei Piani di azione per l’Energia sostenibile e il Clima – Paesc attraverso un bando di successiva emanazione, le cui caratteristiche e risorse finanziarie saranno definite in base all’esito di questo avviso. L’adesione al nuovo Patto dei sindaci prevede l’impegno a presentare il Paesc per gli enti locali che hanno già aderito al Patto dei sindaci e redatto il Paes con gli obiettivi sottoscritti al 2020; è possibile implementare lo stesso con gli obiettivi al 2030 a partire dal monitoraggio completo (azioni ed emissioni) del Piano, prevedendo la strategia di adattamento come parte integrante del Paesc o sviluppata e integrata in un documento di pianificazione separata (Paes e strategia territoriale di adattamento climatico).

Domande di partecipazione

Con la partecipazione all’invito gli enti locali manifestano l’interesse ad aderire al nuovo Patto dei sindaci e a partecipare al bando regionale di sostegno alla realizzazione del Paesc, approvando in Consiglio comunale o di Unione l’adesione, prima della data di presentazione della domanda di contributo sul futuro bando. La partecipazione al futuro bando regionale comporterà l’impegno ad approvare in Consiglio comunale o di Unione il Paesc entro il 31 dicembre 2020, salvo eventuali proroghe autorizzate dalla Regione e non in contrasto con gli impegni sottoscritti dal firmatario con la Commissione europea. Il bando prevederà un contributo a fondo perduto, a forfait, in base al numero degli abitanti dell’ente partecipante. La domanda di partecipazione all’avviso deve essere presentata mediante posta certificata all’indirizzo e-mail di riferimento entro e non oltre il 22 febbraio 2019.

Il Patto dei sindaci

Il Patto dei sindaci è il più grande movimento internazionale che coinvolge le città in azioni a favore del clima e dell’energia. Il nuovo Patto dei sindaci per il Clima e l’Energia dell’UE riunisce migliaia di governi locali impegnati, su base volontaria, a implementare gli obiettivi comunitari. L’iniziativa è stata lanciata nel 2008 in Europa e ha riscontrato subito una significativa partecipazione, continuando oggi ad attirare nuovi enti locali e regionali anche al di fuori del territorio europeo. Nel 2015 la Commissione europea ha promosso il Patto dei sindaci per il clima e l’energia, in cui mitigazione e adattamento si integrano, assumendo l’obiettivo di riduzione del 40% di gas serra con orizzonte temporale al 2030 e di rafforzamento della resilienza al cambiamento climatico, in linea con gli obiettivi UE, nel Paesc.

Le azioni della Regione

Nel 2017 la Regione Emilia-Romagna ha approvato il Piano Energetico Regionale al 2030 – Per allineato agli obiettivi dell’Unione Europea al 2030, e il relativo Piano triennale di attuazione 2017-2019 (pdf, 5.7 MB), che dedica l’Asse 7 al ruolo degli enti locali e contiene indicazioni significative per le politiche energetiche dei Comuni.
Il 20 dicembre 2018 l’Assemblea legislativa ha approvato la Strategia unitaria di mitigazione e adattamento inserita nella Delibera di Giunta n. 1256 del 30 luglio 2018 (pdf, 2.7 MB), proponendo un documento che pone la Regione in prima linea contro gli effetti del cambiamento climatico, da convertire da problemi in opportunità di sviluppo del territorio.

Fonte:

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Con Delibera di Giunta n. 2297 del 27 dicembre 2018 (pdf, 404.8 KB) la Regione Emilia-Romagna ha approvato l’invito, rivolto ai Comuni e alle Unioni di Comuni, a manifestare entro e non oltre il 22 febbraio 2019 l’interesse all’adesione al nuovo Patto dei sindaci (pdf, 547.2 KB), prevedendo il sostegno all’avvio del percorso di definizione dei Piani di azione per l’Energia sostenibile e il Clima – Paesc attraverso un bando di successiva emanazione, le cui caratteristiche e risorse finanziarie saranno definite in base all’esito di questo avviso. L’adesione al nuovo Patto dei sindaci prevede l’impegno a presentare il Paesc per gli enti locali che hanno già aderito al Patto dei sindaci e redatto il Paes con gli obiettivi sottoscritti al 2020; è possibile implementare lo stesso con gli obiettivi al 2030 a partire dal monitoraggio completo (azioni ed emissioni) del Piano, prevedendo la strategia di adattamento come parte integrante del Paesc o sviluppata e integrata in un documento di pianificazione separata (Paes e strategia territoriale di adattamento climatico).

Domande di partecipazione

Con la partecipazione all’invito gli enti locali manifestano l’interesse ad aderire al nuovo Patto dei sindaci e a partecipare al bando regionale di sostegno alla realizzazione del Paesc, approvando in Consiglio comunale o di Unione l’adesione, prima della data di presentazione della domanda di contributo sul futuro bando. La partecipazione al futuro bando regionale comporterà l’impegno ad approvare in Consiglio comunale o di Unione il Paesc entro il 31 dicembre 2020, salvo eventuali proroghe autorizzate dalla Regione e non in contrasto con gli impegni sottoscritti dal firmatario con la Commissione europea. Il bando prevederà un contributo a fondo perduto, a forfait, in base al numero degli abitanti dell’ente partecipante. La domanda di partecipazione all’avviso deve essere presentata mediante posta certificata all’indirizzo e-mail di riferimento entro e non oltre il 22 febbraio 2019.

Il Patto dei sindaci

Il Patto dei sindaci è il più grande movimento internazionale che coinvolge le città in azioni a favore del clima e dell’energia. Il nuovo Patto dei sindaci per il Clima e l’Energia dell’UE riunisce migliaia di governi locali impegnati, su base volontaria, a implementare gli obiettivi comunitari. L’iniziativa è stata lanciata nel 2008 in Europa e ha riscontrato subito una significativa partecipazione, continuando oggi ad attirare nuovi enti locali e regionali anche al di fuori del territorio europeo. Nel 2015 la Commissione europea ha promosso il Patto dei sindaci per il clima e l’energia, in cui mitigazione e adattamento si integrano, assumendo l’obiettivo di riduzione del 40% di gas serra con orizzonte temporale al 2030 e di rafforzamento della resilienza al cambiamento climatico, in linea con gli obiettivi UE, nel Paesc.

Le azioni della Regione

Nel 2017 la Regione Emilia-Romagna ha approvato il Piano Energetico Regionale al 2030 – Per allineato agli obiettivi dell’Unione Europea al 2030, e il relativo Piano triennale di attuazione 2017-2019 (pdf, 5.7 MB), che dedica l’Asse 7 al ruolo degli enti locali e contiene indicazioni significative per le politiche energetiche dei Comuni.
Il 20 dicembre 2018 l’Assemblea legislativa ha approvato la Strategia unitaria di mitigazione e adattamento inserita nella Delibera di Giunta n. 1256 del 30 luglio 2018 (pdf, 2.7 MB), proponendo un documento che pone la Regione in prima linea contro gli effetti del cambiamento climatico, da convertire da problemi in opportunità di sviluppo del territorio.

Fonte:

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Con Delibera di Giunta n. 2297 del 27 dicembre 2018 la Regione Emilia-Romagna ha approvato l’invito, rivolto ai Comuni e alle Unioni di Comuni, a manifestare entro e non oltre il 22 febbraio 2019 l’interesse all’adesione al nuovo Patto dei sindaci (pdf, 547.2 KB), prevedendo il sostegno all’avvio del percorso di definizione dei Piani di azione per l’Energia sostenibile e il Clima – Paesc attraverso un bando di successiva emanazione, le cui caratteristiche e risorse finanziarie saranno definite in base all’esito di questo avviso. L’adesione al nuovo Patto dei sindaci prevede l’impegno a presentare il Paesc per gli enti locali che hanno già aderito al Patto dei sindaci e redatto il Paes con gli obiettivi sottoscritti al 2020; è possibile implementare lo stesso con gli obiettivi al 2030 a partire dal monitoraggio completo (azioni ed emissioni) del Piano, prevedendo la strategia di adattamento come parte integrante del Paesc o sviluppata e integrata in un documento di pianificazione separata (Paes e strategia territoriale di adattamento climatico).

Domande di partecipazione

Con la partecipazione all’invito gli enti locali manifestano l’interesse ad aderire al nuovo Patto dei sindaci e a partecipare al bando regionale di sostegno alla realizzazione del Paesc, approvando in Consiglio comunale o di Unione l’adesione, prima della data di presentazione della domanda di contributo sul futuro bando. La partecipazione al futuro bando regionale comporterà l’impegno ad approvare in Consiglio comunale o di Unione il Paesc entro il 31 dicembre 2020, salvo eventuali proroghe autorizzate dalla Regione e non in contrasto con gli impegni sottoscritti dal firmatario con la Commissione europea. Il bando prevederà un contributo a fondo perduto, a forfait, in base al numero degli abitanti dell’ente partecipante. La domanda di partecipazione all’avviso deve essere presentata mediante posta certificata all’indirizzo e-mail di riferimento entro e non oltre il 22 febbraio 2019.

Il Patto dei sindaci

Il Patto dei sindaci è il più grande movimento internazionale che coinvolge le città in azioni a favore del clima e dell’energia. Il nuovo Patto dei sindaci per il Clima e l’Energia dell’UE riunisce migliaia di governi locali impegnati, su base volontaria, a implementare gli obiettivi comunitari. L’iniziativa è stata lanciata nel 2008 in Europa e ha riscontrato subito una significativa partecipazione, continuando oggi ad attirare nuovi enti locali e regionali anche al di fuori del territorio europeo. Nel 2015 la Commissione europea ha promosso il Patto dei sindaci per il clima e l’energia, in cui mitigazione e adattamento si integrano, assumendo l’obiettivo di riduzione del 40% di gas serra con orizzonte temporale al 2030 e di rafforzamento della resilienza al cambiamento climatico, in linea con gli obiettivi UE, nel Paesc.

Le azioni della Regione

Nel 2017 la Regione Emilia-Romagna ha approvato il Piano Energetico Regionale al 2030 – Per allineato agli obiettivi dell’Unione Europea al 2030, e il relativo Piano triennale di attuazione 2017-2019 (pdf, 5.7 MB), che dedica l’Asse 7 al ruolo degli enti locali e contiene indicazioni significative per le politiche energetiche dei Comuni.
Il 20 dicembre 2018 l’Assemblea legislativa ha approvato la Strategia unitaria di mitigazione e adattamento inserita nella Delibera di Giunta n. 1256 del 30 luglio 2018, proponendo un documento che pone la Regione in prima linea contro gli effetti del cambiamento climatico, da convertire da problemi in opportunità di sviluppo del territorio.

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Bolletta elettrica troppo alta? Ecco come abbassarla facilmente

Estate, inverno… non fa differenza: ogni volta che arriva la bolletta dell’energia elettrica la apriamo con trepidazione, e il più delle volte leggere quel totale ci mette rabbia, quando non preoccupazione. Eppure abbassare le nostre spese per l’elettricità non è difficile! Ecco cinque trucchetti che vi aiuteranno a temere meno l’arrivo della bolletta.

1. Potete sostituire tutte le vecchie lampadine a incandescenza di casa con delle lampadine compatte fluorescenti. Certo, c’è una spesa iniziale, e potreste pensare che non possa poi fare tutta questa differenza: ma le cose sono molto diverse. Una lampadina fluorescente dura circa dieci volte più di una ad incandescenza, e ha un consumo fino al 75% inferiore: questo significa che ripaga il proprio costo in circa sei mesi, e diventa un risparmio per tutto il tempo successivo.

2. Il vero posso dove finiscono i soldi che pagate per l’elettricità sono i sistemi di riscaldamento e di raffreddamento. La soluzione migliore è quella di fare un piccolo investimento e inserire nell’impianto un termostato programmabile, così da distribuire in maniera più intelligente il consumo durante le ore del giorno. Potete consumare meno energia di notte, quando dormite al caldo sotto le coperte, e scaldare la casa giusto in tempo per svegliarvi piacevolmente, e allo stesso modo trovare la casa ben calda – o fresca – al vostro rientro dal lavoro senza dover consumare corrente elettrica per tutto il giorno.

3. Controllate l’isolamento termico dell’edificio: è spesso sorgente di fughe di calore che costano denaro sonante. Isolare correttamente il vostro tetto non vi costerà altro che un fine settimana di lavoro, un po’ di materiale, e la pazienza di documentarvi su come effettuare il lavoro – e vifrutterà un risparmio sulla bolletta che può arrivare fino al 30%. E non dimenticate di controllare porte e finestre: anche da lì ogni spiffero rappresenta una fuga di calore, e quindi di denaro. Basta una candela per verificare, e un tubo di silicone per risolvere il problema definitivamente e risparmiare ancora di più.

4. Un altro vero e proprio pericolo per le vostre tasche sono quella marea di dispositivi elettrici ed elettronici che tutti lasciamo collegati tutto il tempo: quella piccola luce che ci dice che il dispositivo è pronto a ricevere i nostri comandi consuma costantemente un filo d’energia, e complessivamente questo consumo ammonta a diversi miliardi di euro ogni anno. Risparmiamo, per ridotta che sia, la nostra parte!

5. Considerate seriamente la possibilità di aggiungere alla vostra casa delle sorgenti d’energia rinnovabili, come quella eolica o quella solare. In molti casi una corretta disposizione di pale eoliche o pannelli solari – che si fanno man mano meno ingombranti e più performanti con il passare del tempo – può ridurre anche drasticamente la vostra bolletta, quando non addirittura creare energia

Come scegliere l’alimentatore giusto

La corrente che arriva dai cavi dell’alta tensione fino alle prese elettriche della nostra abitazione è corrente alternata, mentre per alimentare la stragrande maggioranza dei dispositivi elettrici che utilizziamo normalmente occorre un altro tipo di corrente, quella cosiddetta “continua”. Ma anche nel momento in cui questa prima conversione sia stata effettuata tramite un apposito trasformatore, è possibile che occorra ancora fare modifiche alla corrente prima che essa sia adatta ad alimentare i nostri computer, elettrodomestici, e mille altri dispositivi elettronici: infatti è possibile che abbia ancora un voltaggio sbagliato, che rischia di danneggiare anche irrimediabilmente i circuiti dell’oggetto. Come regolare questo voltaggio? Una delle soluzioni migliori, oggi, è sicuramente rappresentata dagli alimentatori switching.

Gli alimentatori switching prendono una strada differente rispetto a quelle usate tradizionalmente in questi casi. Affidandosi ad appositi circuiti, infatti, ricevono l’energia con voltaggio originale e si accendono e spengono ad altissima velocità, in una proporzione (o ciclo, per usare un termine più tecnico) che lasci “passare” solamente la corrente necessaria ad avere il voltaggio giusto. Se per esempio partiamo da una corrente a 18 V e il nostro dispositivo la richiede a 12 V, l’alimentatore starà acceso per due terzi del tempo (alternandosi fra acceso e spento migliaia di volte al secondo).

Il vantaggio degli alimentatori switching è multiplo. Innanzitutto, sono più piccoli e leggeri dei tradizionali dispositivi utilizzati in questi casi, il che permette di miniaturizzare e abbassa i costi. In secondo luogo, gli alimentatori switching sono molto più efficienti delle altre tipologie, e quindi offrono performance migliori. E in terzo luogo, affidando l’intero processo di conversione ad un circuito, questi alimentatori possono essere programmati per effettuare trasformazioni di ogni tipo, inclusa quella da corrente alternata a continua, il che semplifica moltissimo il lavoro di progettazione.