Archivii mensili: Ottobre 2015

Come ottenere le informazioni giuste dal vostro mercato

Per sapere cosa vuole il mercato da voi e dalla vostra azienda… basta chiederlo, no? Non sembra difficile: basta pensare alle domande giuste, trovare un gruppo di persone statisticamente rappresentativo del mercato, ottenere le risposte e analizzarle per poter migliorare il prodotto, aumentare il livello di servizi, e conquistare nuova clientela…
… non vi convince?
C’è un’ottima ragione: le cose non sono, purtroppo, tanto semplici.

Certo: è vero che è necessario porre le domande corrette, ed è altrettanto vero che le risposte ottenute vanno analizzate obiettivamente. Il fatto è che il problema non sta nelle vostre domande, e meno che mai nella vostra capacità analitica, che nessuno mette in dubbio.
Il problema sta nel fatto che il mercato – anche se è composto dalle persone più gentili, oneste, e adorabili del mondo – è molto semplicemente programmato per mentirvi, e darvi informazioni errate. E non – badate bene – con malizia, o con l’intento di danneggiarvi, ma perchè è un meccanismo innato. Vogliamo capire perchè?

Ripensate a quando andavate a scuola e la maestra faceva una domanda. Nella vostra esperienza, era più premiante dare la risposta VERA o quella GIUSTA? Esatto: la seconda. Siamo costruiti e programmati per dare la risposta che farà piacere a chi ce la pone – anche nelle cose banali – e quindi ad esprimere solo i concetti non controversi, in maniera diplomatica, e cercando di non deludere chi abbiamo davanti. Se questo in società può rendere le conversazioni più piacevoli, quando si è alla ricerca della verità obiettiva è un disastro. E se quindi non potete porre domande dimostrando entusiasmo, perchè avrete risposte falsate in positivo, non potete nemmeno fare il contrario, perchè ne avrete di falsate in negativo.

Pensate che porre le domande a tutto il gruppo insieme possa mediare questa tendenza? Purtroppo no. I gruppi hanno dinamiche interne, e esibiscono una deriva delle opinioni, anche radicale, verso la posizione espressa con maggior forza da una minoranza molto vocale: e questo anche verso opinioni palesemente, dimostrabilmente false. La pressione sociale è fortissima, per gli esseri umani.

Ma allora come risolvere il problema, è legittimo chiedere? La risposta sta nell’elaborare con estrema attenzione le domande, e ricordare sempre perchè si stanno ponendo: non per avere conferme, non per promuoversi, ma per scoprire la verità. È fondamentale che le domande siano neutre, e soprattutto che diano all’intervistato la sensazione che la sola cosa che veramente ci interessa, e ci può far piacere, è ricevere la loro opinione sincera. Domande aperte, prive di giudizio, come “Mi dica di più”, “In quale modo secondo lei questo ha impatto sulla questione?” e “Idealmente, invece, cosa le piacerebbe poter fare con il prodotto?” possono essere più difficili da formulare e da porre, ma sono anche le sole che possono veramente portare le informazioni di cui avete bisogno.

Gomma adesiva: e la guarnizione è pronta e sicura

La gomma adesiva, solitamente venduta in strisce di lunghezza variabile, lisce oppure profilate, e dotate appunto di un lato ricoperto di colla per un’applicazione immediata, è una delle forme più comuni nelle quali capita, anche al profano e al semplice privato, di fare uso della gomma industriale. È proprio la gomma adesiva, infatti, il materiale usato normalmente per la realizzazione di guarnizioni di ogni tipo, da quelle industriali ad alta tenuta a quelle, più familiari senza dubbio alla maggior parte delle persone, che vengono semplicemente applicate nei punti critici dei serramenti come porte e finestre per garantire una tenuta perfetta, impedire il passaggio di aria fredda e polvere, e contribuire così al mantenimento della temperatura desiderata e dell’igiene nella casa.

Il motivo per cui le guarnizioni in gomma adesiva si sono conquistate tanto larga popolarità non è difficile da immaginare: sono di installazione estremamente semplice e veloce, il che è un tratto apprezzato da qualsiasi utente, da quello più esperto e qualificato, in ambito lavorativo, che deve proteggere un macchinario o un’area di produzione, al semplice privato che si è accorto di uno spiffero dalla propria finestra e vuole evitare che l’aria fredda entri nel suo salotto. È infatti sufficiente pulire bene la superficie e misurare con precisione la lunghezza richiesta, e poi basterà una semplice pressione per applicare, stabilmente e in maniera definitiva, la nostra guarnizione in gomma adesiva.

A fare la differenza fra i modelli, quindi, e a renderli adatti a tutti i diversissimi usi per cui sono richiesti, è invece una coppia di fattori, ossia la sagomatura e il materiale usato. Se infatti sotto il primo aspetto è possibile ottenere guarnizioni in gomma adesiva dai profili più diversi, e quindi adatte all’applicazione su superfici piane o curve, e per qualsiasi tipo di apertura, la scelta dello specifico tipo di gomma adesiva – disponibile in moltissime formulazioni – detta quali sostanze la guarnizione sarà in grado di trattenere, dalla semplice aria a polveri, gas, alcol e altri liquidi. Una specifica tecnica fondamentale, quando dalla semplice protezione di un infisso domestico si passa alla tutela del buon funzionamento e dell’integrità di un complesso e costoso macchinario industriale.

Come scegliere l’alimentatore giusto

La corrente che arriva dai cavi dell’alta tensione fino alle prese elettriche della nostra abitazione è corrente alternata, mentre per alimentare la stragrande maggioranza dei dispositivi elettrici che utilizziamo normalmente occorre un altro tipo di corrente, quella cosiddetta “continua”. Ma anche nel momento in cui questa prima conversione sia stata effettuata tramite un apposito trasformatore, è possibile che occorra ancora fare modifiche alla corrente prima che essa sia adatta ad alimentare i nostri computer, elettrodomestici, e mille altri dispositivi elettronici: infatti è possibile che abbia ancora un voltaggio sbagliato, che rischia di danneggiare anche irrimediabilmente i circuiti dell’oggetto. Come regolare questo voltaggio? Una delle soluzioni migliori, oggi, è sicuramente rappresentata dagli alimentatori switching.

Gli alimentatori switching prendono una strada differente rispetto a quelle usate tradizionalmente in questi casi. Affidandosi ad appositi circuiti, infatti, ricevono l’energia con voltaggio originale e si accendono e spengono ad altissima velocità, in una proporzione (o ciclo, per usare un termine più tecnico) che lasci “passare” solamente la corrente necessaria ad avere il voltaggio giusto. Se per esempio partiamo da una corrente a 18 V e il nostro dispositivo la richiede a 12 V, l’alimentatore starà acceso per due terzi del tempo (alternandosi fra acceso e spento migliaia di volte al secondo).

Il vantaggio degli alimentatori switching è multiplo. Innanzitutto, sono più piccoli e leggeri dei tradizionali dispositivi utilizzati in questi casi, il che permette di miniaturizzare e abbassa i costi. In secondo luogo, gli alimentatori switching sono molto più efficienti delle altre tipologie, e quindi offrono performance migliori. E in terzo luogo, affidando l’intero processo di conversione ad un circuito, questi alimentatori possono essere programmati per effettuare trasformazioni di ogni tipo, inclusa quella da corrente alternata a continua, il che semplifica moltissimo il lavoro di progettazione.